Stimolazioni musicali e di canto durante la vita prenatale

Novità editoriale 2012

Ho il piacere di presentarvi un nuovo supporto operativo e musicale  per la preparazione al parto per conto di

P r o g e t t o
G E N O S

UN E-BOOK SCARICABILE ON-LINE  INSIEME A 50 MINUTI DI MUSICA SCELTA PER IL DELICATO PERIODO PERINATALE  il cui titolo è

GRAVIDANZA  CON  LA  MUSICA
Canti e suoni armonici per proteggere le mamme e i piccoli

Claudia Boni e Filippo Massara ne hanno curato i contenuti

(È disponibile su richiesta anche una versione cartacea con cd musicale allegato)

L’insieme delle osservazioni “in vivo” degli ultimi 30 anni, hanno rivoluzionato il modo di considerare l’alba della vita.
La conferma, nei fatti, della presenza sensoriale, psichica, emozionale del feto, fino dalle prime fasi del suo sviluppo, dicono chiaramente che il processo di costruzione del sistema neurale del nascituro, delle funzioni mentali e della sua capacità affettiva dipendono dalla precoce relazione con la madre, conseguenza della sua capacità di stimolare il piccolo con la voce, il canto e la musica. Il piccolo memorizza e percepisce la voce materna sia come un primario senso dell’accoglienza, sia come un ponte per collegarsi con l’ambiente esterno .
Da queste prime forme di relazione, costruisce il suo senso di sicurezza, le sue abilità empatiche e getta le basi per lo sviluppo della coscienza di sé.
L’abitudine alla musica e al canto nel periodo della gravidanza e dopo la gravidanza, rappresenta per la madre un importante strumento per il controllo degli stati di ansia e dello stress che possono rappresentare un pericolo per la vita fetale e neonatale.
Alcuni elementi del sommario dell’ E-BOOK danno un’idea dei contenuti:

  • L’importanza dell’affettività per lo sviluppo equilibrato e armonico dei cuccioli.
  • Le competenze sensoriali del feto e le sue capacità di percezione.
  • La scoperta materna della voce. La respirazione e la vocalizzazione per abituarsi al canto.
  • I racconti ritmati dalla voce della mamma, con modelli di filastrocche.
  • Quali musiche in gravidanza e post gravidanza.
  • L’importanza dell’emozione musicale nello sviluppo neuro-cerebrale.
  • Proposte per altri possibili supporti musicali e operativi.

NEI FILE MUSICALI ALLEGATI:

  • La musica per il relax mattutino della mamma
  • Le strutture e gli esempi musicali per le vocalizzazioni in preparazione al canto
  • Le ninne-nanne come modello di canto
  • La musica per l’allattamento
  • La musica per il massaggio del piccolo
  • Il relax serale della mamma.

Per un totale di 50 minuti di musica.

Per ulteriori informazioni e per l’acquisto:

www.alberosacro.org/gravidanzaconlamusica.htm

L’embrione si trasforma e cresce seguendo le orme del suo DNA, ma lo fa anche in funzione dell’ambiente che lo coccola e lo circonda. Esiste una vera e propria scienza dell’affettività, che dimostra come il toccare e il donare amore risvegli  l’intelligenza emotiva e aumenti il desiderio di vivere, così come il  parlare  con un giusto tono e una certa musicalità della voce infonda fiducia . Al contrario è noto come  eventi più o meno traumatici durante la gravidanza vengano recepiti dal feto come  arresti e vuoti di vitalità che si fissano nella memoria inconscia per poi riaffiorare magari nella vita infantile, giovanile o adulta sotto forma di disagi mentali ed emotivi.

Tutto ciò che la madre vive in termini di ansia e stress influenza la vita del feto e il suo futuro a livello cerebrale, endocrino e immunologico.

Il coinvolgimento affettivo della madre verso il feto e poi verso il neonato attiva delle modificazioni neuroendocrine; nel cervello delle donne si producono insieme ai neurotrasmettitori anche dei neuro modulatori capaci di aumentare l’efficacia delle connessioni sinaptiche. Come dire che più vogliamo bene a nostro figlio e più sarà sveglio!

Durante tutto il periodo della gravidanza, ad esempio,  il cervello materno produce ossitocina, un neuro modulatore che favorisce il senso di tenerezza in generale, quindi la natura ha pensato a tutto: le modificazioni endocrine legate alla gravidanza divengono trasformazioni affettive  che mantengono il legame con il piccolo costantemente vivo e che fissano in lui il desiderio della relazione affettiva.

Ma c’è di più,  un’equipe svedese alcuni anni fa  ha fatto la scoperta delle fibre “C” , fibre  che si formano  nelle prime settimane di vita del feto e che precedono addirittura  la sensazione del tatto. Queste fibre sembrano essere responsabili della comunicazione amorosa e affettiva e legate profondamente al mondo emozionale. Nel momento in cui il feto sarà coinvolto da uno stimolo sonoro e il sistema tattile del feto entrerà in vibrazione, le fibre “C” trasmetteranno quindi il piacere del  massaggio acustico che si fisserà sulla pelle.

A proposito di questo, ricordiamo che  Didier Anzieu scriveva nel suo libro l’IO Pelle :

  • è dalla pelle che il piccolo inizia a rappresentare se stesso
  • la pelle è la sua barriera tra il dentro e il fuori
  • la pelle è una struttura rassicurante e protettiva
  • la pelle è il suo contenitore
  • la pelle è ilo suo mezzo di comunicazione e scambio con il mondo
  • la pelle è la struttura vibrante che amplifica i suoni , li trasforma in emozioni e li memorizza
  • la pelle del neonato e del feto si può dunque definire un IO-PELLE.

Il senso di attaccamento e sicurezza  che la madre è in grado di trasmettere al figlio continuerà poi anche dopo la nascita, il bimbo sa distinguere un viso allegro da uno triste, un timbro di voce spento o allegro e riprodurrà quasi sicuramente questi modelli anche nel suo sitema mentale.

Partendo da tutte queste conferme scientifiche  e dall’importanza del rapporto emotivo come fonte di arricchimento  e scudo contro i disagi mentali, nasce  il Grembo Armonico .
Un percorso organico, preparato anche come percorso interamente online, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro.

Diversi studi hanno dimostrato che la musica e il canto  aiutano la produzione di endorfine che hanno una funzione di antistress e provocano un benessere generale. Durante la gravidanza questo benessere serve sia alla futura mamma sia al bambino: il rilassamento che deriva dall’ascolto musicale o dal canto contribuisce ad abbassare le tensioni, a regolarizzare il battito del cuore e la pressione del sangue. Grazie alla produzione di endorfine,  si  contrastano la stanchezza e il malumore e si è aiutati  a vivere più serenamente la gravidanza.  Il canto ha un ruolo importante anche nella costruzione e nel rafforzamento del legame mamma-bambino attraverso la comunicazione intrauterina. L’ambiente uterino, infatti, non è un luogo silenzioso ma, al contrario, una vera e propria cassa di risonanza grazie al quale il piccolo inizia a comporre la propria “colonna sonora”.

Il canto o l’utilizzo della voce tramite vocalizzi liberi,  aiuta ad alleviare i dolori del travaglio e, talvolta, a non provarli affatto. Il canto è una forma di autoanalgesia: cantare libera le endorfine,  che svolgono un effetto calmante nell’organismo e attenuano il dolore; inoltre, aumenta la capacità respiratoria, liberando il muscolo del diaframma da tensioni e contrazioni.

Un’altra parte del corpo sulla quale agisce il canto  è la gola; attraverso il suono possiamo renderci conto della qualità di rilassamento della gola; è facile comprendere quanto sia importante che questa zona sia rilassata se osserviamo che, nella donna, gola e canale vaginale si “contagiano” cioè, se la gola è distesa lo è anche la zona vaginale, se la gola è contratta la stessa cosa si verifica nella regione vaginale.

Il canto con vocalizzi liberi è anche un mezzo per diminuire l’attività della parte razionale ed aiutare la donna in gravidanza a connettersi con la sua parte istintiva più profonda per lasciar agire la proprie competenze istintive ed innate e andare incontro alla doglia senza opporvisi. La  potenza dell’energia del parto viene così assecondata e non contrastata, riducendo i tempi del travaglio stesso.

Infine un ulteriore studio ha rilevato che bambini tra i due e i cinque anni, esposti nella vita prenatale a una certa stimolazione musicale, sono in grado di fare discorsi più organizzati e articolati, sanno memorizzare canzoni lunghe e cantano in modo espressivo.

In varie parti del mondo è usanza di molte civiltà cantare durante la gravidanza e il parto, anche se con modalità diverse. In certe zone è la madre che canta, in altre sono una o più donne che cantano di fronte alla gravida, in altre ancora vengono chiamati a suonare e cantare dei musicisti, soprattutto dal quinto mese di gravidanza in poi. La pratica del canto prenatale si è tramandata di generazione in generazione per molti secoli: ciò sta a testimoniare degli evidenti benefici riportati sia dalla donna sia dal nascituro.

 

Che cosa sente il feto?

Sebbene  intorno all’ottava settimana di gravidanza la coclea sia  già formata e i ricettori comincino a differenziarsi intorno alla decima settimana, soltanto a partire dalla 24 settimana si può affermare con certezza che il nascituro è in grado di ascoltare stimoli uditivi esterni al corpo materno.

Inizialmente i suoni, specialmente la voce della mamma, vengono trasmessi al feto attraverso onde, dal liquido amniotico e percepiti dai ricettori del tatto che si trovano sulla pelle. Potremmo definirli come una carezza vibratoria, questi primi suoni percepiti dal feto.

A partire dal 6º mese la musica e i suoni esterni   passando attraverso il liquido amniotico vengono trasmesse a tre ossa : martello, incudine e staffa. Le onde raggiungono la coclea, questo piccolo osso a forma di chiocciola  che trasforma le onde in segnali elettrici e li trasmette al cervello. A questo punto il processo di sviluppo dell’udito può considerarsi compiuto, e così ne conseguirà la percezione del suono.
Alla fine dell’8 e all’inizio del 9º mese, il sistema uditivo può dirsi molto ben sviluppato.

Grazie all’inserimento, attraverso la cervice materna, di minuscoli microfoni posti vicino alla testa del feto, si è potuto registrare anche il modo in cui i suoni esterni arrivano nell’utero.

I risultati dello studio   pubblicato anche su una prestigiosa  rivista americana (American Journal of Obstetrics and Ginecology),  confermano che  nell’ ambiente ovattato dell’utero materno il feto ode  un suono ritmico, molto simile a quello dell’acqua a bassa pressione, associato al rumore sordo dell’ aria che passa per lo stomaco della mamma. Si  tratta di un rumore pulsante, contrassegnato dal battito cardiaco materno .

La maggioranza dei rumori esterni sono attutiti almeno del 40%, perché attraversano la parete addominale ed il liquido amniotico, ma vengono comunque percepiti dal feto,   grazie alla trasmissione di segnali sia acustici vestibolari che cutanei. Secondo gli specialisti, la musica esterna arriva al feto attraverso due meccanismi: l’orecchio interno e le vibrazioni del suo sistema osseo, permettendo così uno sviluppo sia degli apparati sensoriali ed acustici, sia del sistema nervoso.

Le reazioni del feto al suono sono state  misurate tramite l’aumento del battito cardiaco, della respirazione, i riflessi del movimento del corpo o l’aumento e la diminuzione nei movimenti.
È stato provato che  con la musica, i movimenti fetali aumentano. Il feto reagisce a seconda del volume, della frequenza e dei cambi di timbro (alti /bassi). I Suoni con decibel molto alti, possono condizionare negativamente il bambino nell’utero. Per esempio, davanti ad un suono dell’intensità simile  alla musica di una discoteca, nonostante l’utero filtri una parte del rumore arrivato, il feto reagisce sobbalzando nel ventre materno, che potrebbe indicare  sia un riflesso, sia una reazione causata dalla paura (molto più probabile).

Impariamo quindi sempre ad ascoltare e ad osservare  bene i movimenti  del piccolo in relazione a  vari generi di musica, o ad altri suoni che provengono dall’esterno, perfino le voci di persone potrebbero causare in lui reazioni sorprendenti!  Il bambino nella pancia  è sempre lì, in costante comunicazione con noi, basta solamente ascoltarlo con attenzione. Se vogliamo nutrire il bambino ogni giorno con musiche appropriate il Grembo Armonico è una delle alternative possibili.

 

Nel nido del Vanderbilt University Medical Center di Nashville (Usa), ai piccoli  vengono suonate dolci melodie con un’arpa che, come  spiega Betty-Ashton Andrews, una studentessa di musica che sta sperimentando la musica per aiutare i bambini, suscita in loro uno stato di maggiore calma, e in questo modo -riferisce- e’ piu’ facile per loro crescere e guarire.

Betty-Ashton Andrews tiene concerti una volta alla settimana nell’Unita’ di terapia intensiva neonatale dell’ospedale. Il suo pubblico e’ composto  da  bambini nelle incubatrici. Infermiere e genitori sostengono di riuscire a notare nei neonati impercettibili cambiamenti causati dal suono prodotto dall’arpa di Betty. Secondo lo staff ospedaliero, inoltre, la musica rappresenta un antidoto allo stress che spesso accompagna chi si occupa di neonati prematuri o gravemente malati.

Questa terapia è promossa anche dal direttore dell’Unita’ intensiva, Diane Deslauriers, secondo la quale al suono dell’arpa i ritmi cardiaci dei neonati sembrano stabilizzarsi e i piccoli si affidano meno ai respiratori

Jane Standley, docente di musicoterapia alla Florida State University, ha condotto diversi studi nel reparto di terapia intensiva del Tallhassee Memorial Hospital, e ha scoperto che i neonati che ascoltavano ninnananne uscivano dall’ospedale prima rispetto ad altri. Ha scoperto inoltre che collegando dei registratori alla flebo, era possibile usare le ninnananne per insegnare a mangiare ai prematuri.

”Se il neonato ascolta musica per 10 secondi, succhiera’ per almeno 10 secondi al solo scopo di tenere viva la melodia”, spiega la Standley, sottolineando la necessita’ di continuare gli studi per capire fino a che punto musica e melodie possano essere benefiche per i prematuri.

Ora disponibile  anche nella versione on-line il Percorso “Grembo Armonico” !!!

Il Grembo Armonico è un modo nuovo di vivere la gravidanza e la vita prenatale e di progettare il futuro del bambino.

Un percorso organico, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro.

Nell’opera, che si presenta come una novità nel campo della preparazione alla gravidanza e al parto, hanno notevole rilevanza i CD 1 e 2, riservati alla stimolazione fetale, che contengono microstrutture musicali di pochi secondi, ripetute come “leit motiv” e progressivamente aumentano di durata, evolvendosi poi con il trascorrere delle settimane di sviluppo fetale. Si tratta di forme sonore ricavate da composizioni di autori classici della tradizione europea – Bach, Haydn, Vivaldi, Mozart e, con una ballata popolare, Bartòk – eseguite al violoncello, strumento ricco di armonici, le cui vibrazioni sono particolarmente positive, ora pizzicato, ora suonato con l’archetto.
Il programma è completato dal CD 3, dedicato agli ascolti della mamma e al benessere suo e del piccolo dopo la nascita (risveglio, allattamento, primi giochi, etc).

I traguardi che si prefigge il GREMBO ARMONICO possono riassumersi in:

* Sviluppare un reciproco legame di attaccamento e di amore tra la madre (ma anche il padre) ed il piccolo.
* Stimolare l’attività delle cellule e delle vie uditive del cervello del nascituro.
* Facilitare un precoce sviluppo delle abilità musicali del bimbo.
* Accrescere le possibilità della memoria e lo sviluppo delle abilità intellettive.
* Proteggere lo sviluppo prenatale del piccolo dall’eccesso di inquinamento acustico.
* Prevenire i possibili stati di stress materno prima e dopo la gravidanza.

Vai alla versione online del Grembo Armonico >>>>>

L’ovulo fecondato pare sia  già in contatto con le pulsazioni del cuore materno, e con i movimenti uterini, addominali e respiratori della madre. L’istinto vitale del feto è quindi in relazione con i battiti del cuore materno che invia il sangue attraverso il  cordone ombelicale.

Al quinto mese di gravidanza si è già completata la struttura dell’udito e le ricerche più recenti confermano che dal sesto mese in poi il feto è continuamente in ascolto: i brontolii del ventre materno sono i più forti, mentre le voci della madre e del padre e altri rumori occasionali sono più leggeri.
Il suono predominante durante tutta la gravidanza è tuttavia il battito ritmico del cuore materno che, con il respiro della madre, costituiscono quell’insieme di stimoli ritmico-sonori e di continuo movimento che trasmettono al feto costante accompagnamento e sensazione di sicurezza

Si è scoperto che diffondendo in un asilo nido, il suono di una pulsazione cardiaca, questa calmava il pianto dei neonati. Questo sembra essere messo in relazione con la ricerca, da parte del neonato, di inserire un suono mancante nel nuovo ambiente (nel caso particolare, il battito cardiaco della madre che lo ha accompagnato durante tutta la gestazione).

E’ stato rilevato  inoltre che il bambino modella il ritmo della propria poppata sul ritmo del battito cardiaco della madre e che succhia il latte materno con maggiore tranquillità se il suo orecchio è appoggiato sul lato sinistro del corpo della madre, in modo da poterne udire meglio il battito cardiaco.

Risulta evidente  quindi, quanto  il neonato subisca una sorta di imprinting da parte delle pulsazioni cardiache della madre  che unite alla voce della stessa e assieme al cibo, costituiscono  un bisogno essenziale per il piccolo.

Un estratto dell’intervento di Filippo Massara al Convegno “Perchè dobbiamo amare i bambini, ovvero il ruolo dell’affettività materna nello sviluppo del bambino” organizzato a Milano il 30 Ottobre 2010 da OCTOPUSBRAIN (Associazione per la prevenzione del disagio giovanile).

Filippo Massara è musicoterapeuta e collabora da anni con pediatri, neonatologi e neuroscienziati. La sua ricerca è supportata anche da esperimenti svolti nel Reparto Neonati del Presidio ospedaliero Macedonio Melloni di Milano, in collaborazione con il Dott. Guido Moro.

Maggiori informazioni sul Grembo Armonico : http://www.alberosacro.org/gremboarmonico.htm

ARRIVA  LA VII EDIZIONE DEL “CONCERTO PER LA VITA CHE ASCOLTA”, DEDICATO ALLE MAMME IN DOLCE ATTESA

Dopo il successo del primo appuntamento veronese con la VII edizione del Concerto per la Vita che ascolta, spettacolo offerto dal Moige a tutte le mamme in attesa e ai loro bambini, si aspettano con entusiasmo i concerti di Roma – domenica 22 maggio 2011 alle ore 18.00 presso l’Auditorium Parco della Musica, (Sala Santa Cecilia) in Viale Pietro de Coubertin 30 – e Milano – sabato 28 maggio alle ore 18 presso l’Auditorium di Milano in Largo Gustav Malher – per i quali è già possibile prenotare due posti gratuitamente (gestante e un accompagnatore).Il “Concerto per la vita che ascolta” è un evento speciale, particolarmente sentito dal Moige, che per questo ha il piacere di estendere a tutti i suoi iscritti l’invito a partecipare. Per assicurarsi due posti è sufficiente inviare una mail all’indirizzo concertoperlavita@genitori.it. In alternativa, è possibile telefonare al numero verde 800.96.56.14, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 9.00 alle 21.00.L’intento che anima la realizzazione di questa manifestazione è quello di rendere omaggio alle donne in uno dei momenti più significativi della loro esistenza come è quello dell’attesa di un figlio e promuovere i benefici effetti che l’ascolto della musica in gravidanza produce sulla donna e sul bimbo nel grembo materno.

La musica è da sempre riconosciuta come fonte di armonia e benessere interiore per ciascun essere umano. In particolare, nelle donne in gravidanza l’ascolto musicale favorisce il rilassamento muscolare e aiuta a ridurre gli stati d’ansia, contribuendo contemporaneamente allo sviluppo emotivo e intellettivo del bambino nel grembo materno: numerosi studi nazionali e internazionali hanno dimostrato, infatti, che la musicoterapia in gravidanza aumenta le capacità di apprendimento e concentrazione del nascituro, ne migliora la coordinazione motoria e favorisce l’attitudine per i più disparati generi musicali, oltre ad arricchire il naturale linguaggio di comunicazione madre-figlio. Molte esperienze di musicoterapia italiane ed estere confermano ormai l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali anche ai tradizionali corsi di preparazione al parto, poiché la musica può aiutare la gestante a raggiungere uno stato di generale benessere psicofisico. Gli effetti della musicoterapia in gravidanza possono continuare anche dopo il parto: il bambino infatti ascoltando le musiche già conosciute nel ventre materno si adatterà più velocemente e con armonia all’ambiente circostante.

A Roma, il Concerto per la vita che ascolta, patrocinato dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, con la collaborazione della Polizia di Stato, sarà presentato da Monica Leofreddi con l’esecuzione dell’Orchestra della Polizia di Stato diretta dal Maestro Maurizio Billi.

A Milano l’iniziativa è patrocinata dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune, con la collaborazione di Unicredit, Happy Child e ATM – Azienda Trasporti Milanesi. Il programma musicale sarà eseguito dall’Orchestra “La Verdi per tutti” diretta dal Maestro Kirill Vishnyakov.

Tutto il lavoro compiuto dalla madre con la voce e con la musica, nella fase prenatale e postnatale, rappresenta una straordinaria forma di protezione del sistema neurocerebrale (e quindi immunitario) del piccolo che è agli albori.

Le musiche che facilitano il rilassamento oltre a limitare i pericoli derivanti dagli stati di stress, rasserenano le madri, e offrono al piccolo un doppio beneficio: un beneficio indiretto dovuto al buon livello di benessere della madre e un beneficio diretto, là dove le sequenze sonore della voce materna e della musica, memorizzate nell’utero, riascoltate dopo la nascita, costituiranno un legame di continuità  e di alta qualità con la madre stessa.

Tutte le forme sonore, nell’utero, vengono memorizzate dal corpo e più precisamente dalla pelle. La pelle deriva dallo stesso ceppo di cellule embrionali da cui si sviluppa anche il sistema nervoso.
Quando il sistema neurocerebrale del feto è ancora in formazione, è la pelle a risuonare sotto l’effetto del suono:  riceve gli stimoli, li trasforma in sensazioni, li seleziona e li rivive ogni volta che lo stimolo sonoro si ripresenta anche dopo  la nascita.

Il nascituro e poi il neonato diventa come un diapason vivente in costante ascolto e  l’ascolto è vissuto come risonanza; la risonanza offre la possibilità di aprirsi al sè. Per il feto essere in ascolto è essere al mondo, ed è iniziare a muovere i primi passi sulla strada della coscienza di esistere.

-Filippo Massara-

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