Stimolazioni musicali e di canto durante la vita prenatale

Articoli con tag ‘musica e salute’

Dimensione Alfa – training musicale e verbale

Dimensione Alfa è un training musicale e verbale per la mente e per il corpo.
Può essere utilizzato nei casi di tensione muscolare o psichica, stanchezza nervosa, stati di ansia, insonnia.
Durante la gravidanza può essere utilizzato per la gestione del dolore e delle tensioni emotive e fisiche per imparare a “sentire” le diverse parti del corpo e averne un maggiore controllo.

Un percorso che si riallaccia prima di tutto ai principi del training autogeno del prof. Schultz, che lo perfezionò nel 1932, e poi alle ricerche svolte, soprattutto dopo gli anni 60, sulle tecniche di training “alfagenico”.

Questo training è un tentativo, già sperimentato, di mettervi nelle condizioni di utilizzare le energie cerebrali personali per eliminare le tensioni e le ansie, sfruttando una caratteristica fisiologica innata, per cui nella dimensione di onde ALFA la mente è estremamente sensibile alle suggestioni.

Il training alfagenico è il metodo di condizionamento effettivamente più attivo per insegnare alle persone ad aiutare se stesse. In questo modo si può insegnare ad una persona un metodo per indurre il cervello a lavorare a bassa frequenza, cioè sull’onda alfa, che è l’onda dello stato di benessere.
Quando una persona è in grado di raggiungere questo stato alfa, le è possibile controllare, in perfetta coscienza, sia il comportamento psicologico che quello fisiologico.

Per maggiori informazioni :http://www.musica-e-salute.it/training-autogeno-alfagenico.htm

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Musica e visualizzazioni riducono ansia, insonnia e dolore

La musicoterapia, se associata anche a tecniche visuali di relax può ridurre significativamente i sintomi legati alla fibromialgia come dolore, depressione, ansia e difficoltà nel dormire. Ma, è chiaro che se funziona per questo tipo di pazienti può funzionare anche per chi ha altri problemi minori, come stress, dolori vari e, naturalmente, anche ansia.

Lo studio sperimentale è uno dei primi a essere stato condotto in Europa, combinando le due tecniche: la musicoterapia e la visualizzazione in relax. Queste due pratiche insieme hanno dimostrato di rafforzare il benessere personale dei pazienti con fibromialgia e migliorare la qualità della loro vita. I ricercatori spagnoli dell’Università di Granada fanno notare che questa patologia richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge non solo i medici ma anche fisioterapisti, dottori in scienze motorie, psicologi e altri operatori sanitari. La possibilità quindi di insegnare ai pazienti una sorta di auto-terapia che possono fare a casa propria permette di risparmiare risorse e denaro.
Fonte: lastampa.it (sezione benessere)

Musiche consigliate in gravidanza anche per il feto:  Nutriamoci di musica

Altri percorsi consigliati:

Il Grembo Armonico

Gravidanza con la musica

Accompagnamento prenatale on-line

Servizio gratuito di consultorio musicale per le mamme in attesa

Care mamme in attesa,

se avete domande, dubbi o condivisioni sull’argomento “Musica in Gravidanza”, potete scriverle nella nuova sezione di questo blog  al Servizio gratuito di consultorio musicale per le mamme in attesa, dove il sig. Filippo Massara sarà lieto di dare personalmente una risposta alle vostre domande.

Più amore e musica già nella pancia per prevenire disagi mentali od emotivi futuri

L’embrione si trasforma e cresce seguendo le orme del suo DNA, ma lo fa anche in funzione dell’ambiente che lo coccola e lo circonda. Esiste una vera e propria scienza dell’affettività, che dimostra come il toccare e il donare amore risvegli  l’intelligenza emotiva e aumenti il desiderio di vivere, così come il  parlare  con un giusto tono e una certa musicalità della voce infonda fiducia . Al contrario è noto come  eventi più o meno traumatici durante la gravidanza vengano recepiti dal feto come  arresti e vuoti di vitalità che si fissano nella memoria inconscia per poi riaffiorare magari nella vita infantile, giovanile o adulta sotto forma di disagi mentali ed emotivi.

Tutto ciò che la madre vive in termini di ansia e stress influenza la vita del feto e il suo futuro a livello cerebrale, endocrino e immunologico.

Il coinvolgimento affettivo della madre verso il feto e poi verso il neonato attiva delle modificazioni neuroendocrine; nel cervello delle donne si producono insieme ai neurotrasmettitori anche dei neuro modulatori capaci di aumentare l’efficacia delle connessioni sinaptiche. Come dire che più vogliamo bene a nostro figlio e più sarà sveglio!

Durante tutto il periodo della gravidanza, ad esempio,  il cervello materno produce ossitocina, un neuro modulatore che favorisce il senso di tenerezza in generale, quindi la natura ha pensato a tutto: le modificazioni endocrine legate alla gravidanza divengono trasformazioni affettive  che mantengono il legame con il piccolo costantemente vivo e che fissano in lui il desiderio della relazione affettiva.

Ma c’è di più,  un’equipe svedese alcuni anni fa  ha fatto la scoperta delle fibre “C” , fibre  che si formano  nelle prime settimane di vita del feto e che precedono addirittura  la sensazione del tatto. Queste fibre sembrano essere responsabili della comunicazione amorosa e affettiva e legate profondamente al mondo emozionale. Nel momento in cui il feto sarà coinvolto da uno stimolo sonoro e il sistema tattile del feto entrerà in vibrazione, le fibre “C” trasmetteranno quindi il piacere del  massaggio acustico che si fisserà sulla pelle.

A proposito di questo, ricordiamo che  Didier Anzieu scriveva nel suo libro l’IO Pelle :

  • è dalla pelle che il piccolo inizia a rappresentare se stesso
  • la pelle è la sua barriera tra il dentro e il fuori
  • la pelle è una struttura rassicurante e protettiva
  • la pelle è il suo contenitore
  • la pelle è ilo suo mezzo di comunicazione e scambio con il mondo
  • la pelle è la struttura vibrante che amplifica i suoni , li trasforma in emozioni e li memorizza
  • la pelle del neonato e del feto si può dunque definire un IO-PELLE.

Il senso di attaccamento e sicurezza  che la madre è in grado di trasmettere al figlio continuerà poi anche dopo la nascita, il bimbo sa distinguere un viso allegro da uno triste, un timbro di voce spento o allegro e riprodurrà quasi sicuramente questi modelli anche nel suo sitema mentale.

Partendo da tutte queste conferme scientifiche  e dall’importanza del rapporto emotivo come fonte di arricchimento  e scudo contro i disagi mentali, nasce  il Grembo Armonico .
Un percorso organico, preparato anche come percorso interamente online, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro.

C’è musica e musica…

L’ormai famoso ricercatore giapponese Masaru Emoto nei sui studi sui cristalli d’acqua, ha potuto notare che quando si espone l’acqua (in questo caso distillata) a musica di vario genere, incredibili sono le differenze che si manifestano nella qualità dei cristalli ottenuti, a seconda del genere di musica impiegato.
Il disegno dei cristalli sembra “dare forma” ai sentimenti espressi da un determinato brano musicale.
Tutto il lavoro svolto da Masaru Emoto è in grado di mostrarci chiaramente non solo gli effetti della musica sull’acqua, che come ben si sa è una sostanza estremamente ricettiva alle informazioni che le vengono inviate, ma anche come i nostri pensieri o le nostre emozioni, possano influire sulla struttura dell’acqua.
Questo dimostra doppiamente quanto sia efficace l’utilizzo terapeutico musicale, tenendo conto che i nostri corpi sono formati in maggior parte da acqua: la musica è in grado di agire sui nostri liquidi interni, e se utilizziamo anche musica appropriata in grado di armonizzare il nostro livello emotivo, le nostre emozioni, a loro volta, influiranno beneficamente sull’acqua e quindi sulla materia (visto che il pensiero è in grado di modificare la struttura organica).

L’essere umano è composto dal 75% di acqua –Il corpo è come una spugna ed è composto da trilioni di cellule, che contengono acqua. La qualità della nostra vita è direttamente connessa alla qualità della nostra acqua.

L’acqua porta la memoria dell’elemento con il quale è entrata in contatto e lo fissa geometricamente nella sua memoria. E proprio da questo principio prendono il via molte discipline terapeutiche quali l’omeopatia:  è giustissimo dire che nel rimedio omeopatico finale oramai non rimane nemmeno la traccia del veleno utilizzato. La traccia no, ma la memoria si!

Considerando che il bambino prenatale oltre ad essere avvolto dal liquido amniotico  è lui stesso  composto di acqua fino al 99%……… E’ quindi giusto che tutto ciò che ascolta la madre come musica, finisca anche al feto? Certamente no.

Per questo motivo, è fortemente consigliato che tutto una serie di ascolto materno venga fatto attraverso le cuffie. La musica rock è risaputo che non sia l’ottimale per il feto, così come pure il jazz. Però siccome il bimbo si impasta della vita emotiva della mamma, è anche vero che tutto ciò che contribuirà a dare gioia e armonia a lei si rifletterà positivamente anche su di lui.

 

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Effetti della musica sul feto

La musica stimola i modelli interni del cervello, favorendo i ragionamenti complessi e la percezione del mondo fisico. Inoltre influisce positivamente sulla maturazione neurologica, per cui i processi cognitivi si svolgono più rapidamente e l’apprendimento si stabilizza meglio. Dal punto di vista psicologico, invece, la musica modella il carattere del bambino  rendendolo equilibrato, indipendente, creativo, in armonia con se stesso e alla ricerca del continuo scambio con l’ambiente che lo circonda. L’essere umano, infatti, è fatto per la relazione e, come ha ben focalizzato con i propri studi Antonio Imbasciati – ordinario di Psicologia Clinica e direttore dell’Istituto di Psicologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia – prima questa è avviata, maggiore è il nutrimento che il corpo ne riceve, soprattutto a livello neurocerebrale. Ed è questo, forse, l’aspetto più straordinario: la musica accende la relazione madre-figlio, la stessa relazione da cui scaturisce la crescita armonica del bambino, in un circolo virtuoso degli affetti dove l’attaccamento alla madre è la risposta del neonato agli stimoli ricevuti.

-Filippo Massara-

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Musica classica per i bambini nati prematuri

Ci voleva Pediatrics, rivista internazionale di ricerche pediatriche, per ricordarci quanto è importante la musica, in particolare Mozart, per lo sviluppo dell’infante. Anzi, addirittura del nascituro.

Incubatrice, cure mediche specialistiche e amore dei genitori – dice la nota d’agenzia. Con l’aggiunta di qualche nota firmata da Wolfgang Amadeus Mozart. Ecco la ‘ricetta’ per far crescere di più e più velocemente i bimbi nati prematuri, secondo un team dell’università di Tel Aviv.Trenta minuti di musica mozartiana in un’unica sessione giornaliera sembrano dunque un ‘toccasana’ per i bebè che vengono alla luce troppo presto, come dimostrano le analisi effettuate su un campione di neonati. L’effetto osservato sembra quello di un profondo rilassamento del bebé, che spende meno energia e ha quindi bisogno di una quantità minore di calorie per crescere rapidamente. Gli esperti se ne sono resi conto misurando la spesa energetica dei bambini prima e dopo l’ascolto delle opere di Mozart per mezz’ora e confrontandola con quella osservata quando erano a riposo. Effettivamente, dopo aver ascoltato la musica, i bambini diminuivano la quantità di energia spesa, un meccanismo che facilita la crescita. “Al contrario di Beethoven, Bach o Bartok – osservano Dror Mandel e Ronit Lubetzky, autori dello studio che appare sul sito dell’ateneo israeliano – Mozart ha prodotto melodie altamente ripetitive. Queste consente ai centri di ‘organizzazione’ – conclude la nota d’agenzia – della corteccia cerebrale di lavorare meglio. Ma ci sarà bisogno di approfondimenti scientifici per verificare questa ipotesi”.

Da anni in molti centri di neonatalità, in diverse strutture del mondo (anche in Italia) , dove sono ricoverati i nati prematuri, l’utilizzo della musiche mozartiane offre brillanti risultati nell’abbreviare i tempi di ricupero dei piccoli. Crescita più rapida del peso e dei parametri della normalità. Tempi abbreviati anche del 30/40 %.
La musica di Mozart (ma anche di Haydn, suo contemporaneo, e probabilmente di altri – alcune composizioni di Bach e di Vivaldi), consente di aumentare l’ossigenazione. E’ una concreta osservazione clinica.

I risultati dell’ascolto musicale da parte dei piccoli, in prenatalità, prematurità e natalità sono numerosi e fanno ben sperare.
Tutto questo a condizione però che tra madre e piccolo si sia instaurato un legame affettivo e di accoglienza molto profondo.

-Filippo Massara-

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