Stimolazioni musicali e di canto durante la vita prenatale

Articoli con tag ‘musica in gravidanza’

I bambini imparano e ricordano anche dopo la nascita, una melodia che sentono nel grembo materno

Secondo una ricerca scientifica i bambini possono imparare una melodia che sentono mentre sono ancora nel grembo e riconoscerlo dopo la nascita.

La ricerca scientifica, pubblicata online sulla rivista PLOS One, è riuscita a dimostrare proprio questo aspetto. I ricercatori finlandesi hanno diviso 24 donne in due gruppi. I ricercatori hanno proposto a 10 mamme di cantare loro cinque volte alla settimana un minuto della canzone ” Twinkle Twinkle Little Star ” ad alta voce e per tutto l’ultimo trimestre di gravidanza . Secondo la ricerca l’attività sonora può infatti influenzare il sistema uditivo del nascituro. Gli scienziati si dicono convinti che la memoria a lungo termine può verificarsi nel cervello quando i feti sono esposti alla musica prima di nascere. In particolare è stata misurata l’ attività cerebrale attraverso la pelle dei neonati subito dopo la nascita e di nuovo a quattro mesi di età. L’obiettivo era vedere se, per caso, si fosse verificato un qualche tipo di apprendimento. Nel momento in cui i bambini hanno sentito la melodia originale così come una melodia con alcune delle note modificate, gli autori hanno scoperto che l’attività cerebrale del gruppo di apprendimento era molto più forte per le note e questo effetto è durato anche dopo i quattro mesi di età.

Filippo Massara, ricercatore e creatore del Grembo Armonico, già da molti anni era arrivato alle stesse conslusioni.  Dal momento che la memorizzazione delle strutture musicali e della voce materna avviene già a partire dalla 15a settimana di gestazione, ritiene indispensabile una interazione precoce tra madre e feto con la musica e la voce .
Le strutture musicali e la voce materna che  amorevole, accogliente e delicata  parla e vocalizza per il piccolo, vibrano direttamente sulla pelle del feto e attraverso le fibre nervose C gli consentono di fissare “il piacere di quella vibrazione” e di percepire il senso di benessere che ne deriva. 

Si può affermare che tutto questo rappresenti un vero e proprio sistema preventivo di protezione per il piccolo.

Maggiori informazioni  sull’argomento musica in gravidanza si possono trovare a questa pagina:

http://gremboarmonico.wordpress.com/category/ricerche-scientifiche-sullinterazione-della-musica-tra-madre-e-feto/


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Citazione

Il feto ascolta e apprende – nuovo studio dell’ Università di Helsinki

I bambini esposti a specifici suoni durante la fase fetale ne conservano un ricordo inconsapevole appena dopo la nascita: lo ha dimostrato una serie di test su piccoli sottoposti a elettroencefalogramma. Il risultato dimostra che il cervello umano nella fase fetale è capace di apprendimento uditivo, con interessanti ricadute sulla possibilità di prevenire o curare deficit di acquisizione del linguaggio continua>>>>

 

Seminario ARMONIA ORIGINARIA

Seminario

ARMONIA ORIGINARIA

Percorsi musicali prima e dopo la nascita come sostegno alla crescita anche nella disabilità infantile

 

Sabato 8 Giugno 2013

La Casa della Musica Edificio metelino , Via M. Boccanegra 15, Porto Antico –  Genova

 

A cura di

Alessandra Auditore  – musicista, musicoterapeuta

Francesca Bottone  – psicologa, musicoterapeuta

Filippo Massara – studioso e ricercatore sull’utilizzo della musica nella perinatalità

Francesca Pasini – musicista, musicoterapeuta

Claudia Pirotti – musicista, musicoterapeuta

 

Descrizione del seminario

La vita umana comincia con un universo sonoro in cui il bambino è immerso per 9 mesi.

Precocemente il feto sviluppa la sua capacità di ascoltare e di mettersi in comunicazione con il mondo esterno, prima di tutto con la madre.

I suoni, i canti, i ritmi, la musica costituiscono in questa fase un canale privilegiato e anche dopo la nascita saranno una risorsa fondamentale per l’instaurarsi di una relazione profonda tra genitori e bambino.

Inoltre i recenti studi nel campo delle neuroscienze e della psicologia della musica che indagano il rapporto tra  uomo e suono, tra cervello e musica, affermano che gli stimoli musicali possono “allenare” molte funzioni del  cervello che stanno alla base del linguaggio verbale, della percezione del proprio corpo nello spazio e del  movimento, della capacità di stare in comunicazione con gli altri, della possibilità di conoscere e regolare meglio  le proprie emozioni.

La musica può diventare quindi una possibilità importante anche per i bambini disabili, permettendo l’espressione e la comunicazione in presenza di difficoltà mentali, fisiche o del linguaggio verbale

.

“Armonia originaria” è un seminario rivolto a tutte le figure professionali che si occupano di prenatalità e di perinatalità (ostetricia e neonatalità), ai musicoterapisti diplomati o diplomandi,

ai terapisti, a coloro che vogliano approfondire la conoscenza di tutte le possibili applicazioni della musica in questo delicato periodo dell’esistenza dell’uomo.

Il seminario è teorico-esperienziale: grande risalto sarà dato alle esperienze pratiche, sia riguardanti il proprio  rapporto col suono e con la musica, sia con attività collegate ai percorsi musicali in gravidanza e nella  primissima infanzia.

Peri informazioni: lacullamusicale@fastwebnet.it

Uno, due, cha-cha-cha…

muoversi-in-gravidanzaBaila quello che ti piace! La rumba, la danza del ventre, la danza indiana sono particolarmente buoni per la mobilità delle anche e del bacino. Anche al tuo bambino piacerà molto, perché verrà cullato dal tuo ritmo , troverà nuovi spazi dentro all’utero, riceverà il tuo stato di benessere che si trasformerà nel suo stato di benessere tramite la via ormonale….

Ti viene voglia di cantare? Ti sono venute in  mente un paio di strofe, un ritornello? Non ti frenare! Dài spazio alla tua voce. Quando canti automaticamente respiri più profondamente ed espandi il torace, stimolando di conseguenza il bambino.

A lui piace tutto ciò che ha a che fare con le celebrazioni: la tua voce piacevole che arriva a lui sotto forma di vibrazione e di carezza, il movimento sinuoso che  lo culla, la sensazione di essere  ascoltato, coinvolto e di essere una famiglia.

Il bambino è già capace di sentire se si sta pensando a lui e ciò che la madre sente prima come una bolla di sapone nello stomaco, un battito d’ali di farfalla, e più avanti come calcetti non sono altro che le capriole del bambino che sente e  risponde alla madre giocando nel liquido amniotico… festeggiate insieme dunque ogni giorno come più vi piace!

 

 

Il bambino impara la lingua già nel ventre materno

Finalmente uno studio che prova quanto sia necessario parlare ai bambini non solo dai primi mesi di vita, ma anche quando sono nel pancione!

Questo è il primo studio che ‘fotografa’ l’apprendimento prenatale dei feti riguardo i suoni e la specifica musicalità del linguaggio materno . Secondo la recente ricerca svolta dall’Università di Washington condotto da Patricia Kuhl, direttrice dell’Insitute for Learning & Brain Sciences, e pubblicata sulla rivista Acta Paediatrica, il feto incomincia a imparare la lingua e le parole già  durante i mesi di gestazione

La ricerca ha dimostrato che i bimbi nati da poche ore sono in grado di distinguere i suoni di una lingua sconosciuta da quelli appartenenti a
quella nativa. I meccanismi sensoriali e cerebrali si sviluppano infatti alla 30esima settimana e il nuovo studio dimostra che nelle ultime dieci settimane di ‘permanenza’ nel pancione, il bebè ascolta la mamma parlare e alla nascita può dimostrare di aver sentito. I suoni vocali da lei emessi nei suoi discorsi sono il punto di riferimento più forte e il feto si fissa su questi.

fonti:

http://www.uni-wuerzburg.de/

http://ilabs.washington.edu/

LA CANZONE DELLO SPIRITO

mamma_africa1(Tratto da : A path with heart: A guide through the perils and promises of spiritual life – J.Kornfield-,1996)

C’è una tribù in Africa Orientale in cui l’arte dell’unione profonda (intimità) è nutrita anche prima della nascita. In questa tribù la data di nascita di un figlio non è il giorno effettivo della sua nascita né il giorno del concepimento, come in altri villaggi.

Per questa tribù la data di nascita è la prima volta che il figlio è un pensiero nella mente della mamma.
Consapevole della sua intenzione di concepire un bambino con un particolare padre, la mamma va a sedere da sola sotto un albero.

Lì si siede e ascolta fino a quando può sentire la canzone del bambino che spera di concepire. Una volta che l’ha sentita, torna al villaggio e la insegna al padre in modo che possano cantarla insieme mentre fanno l’amore invitando il bambino a unirsi a loro.

Dopo che il bambino è stato concepito, la mamma canta la canzone per il bambino che è nel suo grembo. E poi la insegna alle donne anziane e alle ostetriche del villaggio perché, durante il travaglio e al momento miracoloso della nascita, il bambino sia accolto con la sua canzone.

Dopo la nascita tutti gli abitanti del villaggio imparano la canzone del loro nuovo membro e la cantano al bambino quando lui cade o si fa male. La canzone è cantata nelle occasioni di trionfo, nei rituali e nelle iniziazioni.

Diventa parte della cerimonia del matrimonio quando il bambino è cresciuto e, alla fine della vita, i suoi cari si riuniranno attorno al letto di morte e canteranno questa canzone per l’ultima volta.

 

I neonati riconoscono e memorizzano le parole basandosi in primo luogo sulle vocali

Da un recente studio è stato appurato che le aree frontali del cervello del neonato potrebbero essere implicate nel riconoscimento delle sequenze parlate già dai primissimi stadi del suo sviluppo….

L’ascolto di parole o sillabe (soprattutto le vocali) già udite in precedenza ( anche durante la gravidanza) mobilita l’attivazione di specifiche aree cerebrali frontali del neonato, mettendolo in grado di memorizzare per alcuni minuti informazioni specificamente relative al parlato. A dimostrarlo stata una ricerca condotta presso il Laboratorio
di linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA di Trieste, diretto da Jacques Mehler, e descritta in un articolo a prima firma Silvia Benavides-Varela pubblicato sui “Proceedings of the National Accademy of Sciences”. Continua a leggere>>>>

 

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